La grande casa della famiglia Bricoli a Urzano, convertita a Casa-Museo e a centro culturale, raccoglie le opere dipinte da Bruno Bricoli (Colibri è l’anagramma del suo nome da lui sempre usato), dal 1970 sino alla morte, nel 1996. È stata donata nel 2015 dalla vedova, Elvira Romanelli, al Centro Studi delle Valli del Termina. Ad eccezione dei pochi dipinti venduti o donati in vita, vi si trova praticamente tutta la produzione dell’artista. Impropriamente chiamato “naïf”, Colibri ha sempre dipinto i fatti e i personaggi del suo paese, affidandosi ai ricordi, in modi a volte scanzonati, ironici, stralunati, commossi, ma sempre con una forte partecipazione emotiva; finendo per creare quasi un’epopea della civiltà contadina. I modi di vivere, la miseria, le sofferenze, ma anche la solidarietà e la partecipazione, oltre che gli oggetti di quel mondo straordinariamente duro, hanno indubbiamente un aspetto documentario, ma assumono anche un valore di umanità universale. Nel loro complesso, quei dipinti, che meglio si intendono in relazione ai racconti scritti dallo stesso Colibri, ci danno la possibilità di un tuffo nel passato, con un tono di colta leggerezza che li rende assolutamente godibili.
Poiché Colibri era appassionato di Letteratura, di Musica, di cavalli, eccetera, nel corso dell’anno, negli annessi esterni della casa, si svolgeranno manifestazioni di vario genere.